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Tutta la verita' sulla tortura delle pecore australiane e su Benetton di
Peta - Animalisti Italiani
COSA SI NASCONDE DIETRO LA PRODUZIONE DELLA LANA IN AUSTRALIA DICEMBRE 2004 Elaborato a cura degli Animalisti Italiani, l'utilizzo e' consentito citando la fonte. COSA SI
NASCONDE DIETRO LA PRODUZIONE DELLA LANA IN AUSTRALIA? Quando le pecore muoiono o collassano in mare aperto, vengono gettate direttamente in un tritacarne e in alcuni casi ciÚ avviene quando queste sono ancora vive !" Questa la testimonianza di un lavoratore imbarcato sulla "Cormo Express", la nave che rimase in mare per almeno due mesi con a bordo 50.000 pecore. BOICOTTIAMO LA LANA AUSTRALIANA L'Australia Ë
al primo posto nel mondo per l'allevamento di ovini. Il colosso americano dell'abbigliamento e accessori "Abercrombie & Fitch" ha bloccato l'utilizzo e l'acquisto di lana che provenga da pecore australiane barbaramente mutilate attraverso la pratica del "mulesing" e cosÏ maltrattate. Se altri importanti industrie e compagnie si rifiutassero di acquistare la lana ottenuta con questo tipo di pratiche, sicuramente tutto il comparto di produzione della lana australiana si vedrebbe costretto ad abbandonare questa crudele ed incivile forma di maltrattamento. Attualmente
l'Australia alleva pi— di 100 milioni di pecore. L'Australia produce il 30% della lana utilizzata in tutto il mondo e il 50% della lana di pecore merino *. IMPORTAZIONE DI LANA AUSTRALIANA IN ITALIA Le maggiori
esportazioni Australiane in Italia nel 2002-2003 consistevano in circa
due miliardi di dollari australiani **. Per quanto riguarda
l'interscambio commerciale dell'Italia con l'Australia, i principali
settori dell'importazione sono rappresentati dagli animali vivi e dai
prodotti di origine animale, tra questi il principale Ë quello della
lana. ESPORTAZIONE LANA AUSTRALIANA IN ITALIAŸ ANNO 1997/98 MILIONI DI
DOLLARI AUSTRALIANI
Nell'anno 2001-2002 il calo rispetto a quelle dell'anno precedente Ë quantificabile da 765,091 milioni di dollari australiani a 595,42 milioni di dollari australiani ** . Mentre nel 2001 l'Italia ha importato 412 milioni di euro di lana Australiana (cambio calcolato al 7/12/04) ***.
** Dati: sito www.ice.gov.it , Congiuntura economica australiana 2002. *** Dati:
Bollettino della Comunitý Scientifica in Australasia del giugno 2004.
PECORE MERINO La maggior parte delle pecore utilizzate per la lana in Australia sono di razza merino. Le pecore merino sembrano originarie della Siria, da dove vennero esportate in Mauritania e successivamente in Spagna, ai tempi della dominazione araba. Nel 1788, su commissione del Governo Olandese vennero esportate in Sud Africa e pare che proprio da questo paese intorno al 1780 vennero introdotte anche in Australia. Specificamente allevate per la loro tipica pelle a "pieghe", sono state selezionate nel tempo, proprio perchÈ questa caratteristica, sempre pi— esasperata, Ë in grado di far produrre pi— lana per ogni singolo esemplare rispetto alle altre razze ovine. Infatti, questa razza, produce mediamente dieci chili di lana contro i due chili delle altre pecore. Questa eccessiva quantitý di lana puÚ anche arrivare a causare il collasso e la conseguente morte degli animali, soprattutto nelle stagioni calde. Inoltre, all'interno delle innumerevoli pieghe cutanee in cui si trattiene l'umiditý, molti insetti trovano l'ambiente adatto per deporre le loro uova e le larve possono anche arrivare a mangiare letteralmente vive le pecore. Per questa caratteristica cutanea, nella regione genitale Ë pi— facile che le feci e le urine vengano trattenute all'interno delle pieghe e possano causare infezioni e terreno fertile per le infestazioni degli insetti. Il marchio
"Australian Merino Wool", apposto sui prodotti in pura lana vergine
australiana, Ë rilasciato dall' "Istituto International Wool
secretariat", titolare anche del marchio "Woolmark", che "garantisce", a
suo modo, l'utilizzo di lane merino australiane di pregiata qualitý. Nel 1987 un
montone merino Ë stato venduto in Australia al costo di tredicimila mila
euro, il prezzo pi— alto mai pagato finora per una pecora. Gli allevatori australiani, per ovviare all'infestazione delle pecore da parte degli insetti, soprattutto nella regione intorno alla coda, intervengono con la pratica del "mulesing". Per effettuare il "mulesing" le pecore vengono innanzi tutto riverse sul dorso, con le gambe bloccate da sbarre metalliche e, successivamente, senza alcun tipo di anestetico, con un paio di forbici, viene tagliato via il tessuto nell'area intorno alla coda, creando cosÏ una lesione delle dimensioni di un piatto da tavola, al fine di ottenere una zona in cui la cute sia liscia e morbida per impedire l'annidamento degli insetti. Paradossalmente una cosÏ ampia e sanguinolenta lesione, offre invece un ottimo terreno all'infestazione degli insetti, prima che la ferita faccia in tempo a cicatrizzare. Oltretutto una lesione esposta e di cosÏ grandi dimensioni lesione spesso si infetta gravemente. In Inghilterra, quinto paese produttore di lana al mondo, non si utilizza questo metodo perchÈ ritenuto crudele e oltretutto inutile. Il Ministro dell'Agricoltura e Foreste della Nuova Zelanda ha condannato il "mulesing" perchÈ considerata una pratica doppiamente dolorosa: nel momento in cui si effettua e per tutta la fase di cicatrizzazione (MAF 1996,ß 7.1.3). Occorrono infatti, dai 22 ai 30 giorni per la cicatrizzazione (Fell and Shutt 1989, Chapman et al. 1994). Il Dr. John Auty, veterinario del Dipartimento Australiano delle Industrie, in qualitý di assistente del Direttore del Dipartimento della Salute Animale, ha dichiarato che: "..... il "mulesing" equivale allo scuoiamento di una parte dell'animale e il dolore che la pecora prova sarý persistente per settimane e mesi successivi". I ricercatori hanno misurato il livello di cortisolo plasmatico e salivare, riconosciuto come indicatore di stress, in 63 pecore merino sottoposte al "mulesing" ed hanno concluso che, la procedura Ë risultata essere la pi— stressante e dolorosa rispetto a tutte le altre procedure a cui gli animali vengono sottoposti in allevamento, comprendendo tra queste: la castrazione, la caudectomia, il trasporto, la tosatura etc. (Fell and Shutt 1988). E' stato inoltre dimostrato che per pi— di 113 giorni successivi alla mutilazione, le pecore presentano comportamenti stress-relativi quali anomale posture, rifiuto del cibo, di sdraiarsi o di pascolare (Fell and Shutt 1989). E' stato
stimato che in Australia, approssimativamente tra il 60 e l'80% delle
pecore merino, sono sottoposte alla pratica disumana del mulesing, un
totale circa 82 milioni di animali (Beck et al., 1985). Il rimanente
20-40% della popolazione delle pecore, per ovviare alle infestazioni da
insetti, viene trattato con efficacia con metodi diversi: insetticidi,
vaccinazioni, repellenti ad uso topico, controllo degli insetti
infestanti nell'ambiente, diminuzione del numero degli animali in
ambienti ridotti, diete specificamente studiate, regolari tosature e
spazzolatura. CASTRAZIONE E CAUDECTOMIA Poche settimane
dopo la nascita, agli agnelli viene tagliata la coda con le forbici e
anche in questo caso senza l'uso di alcun anestetico. I maschi vengono
castrati tra la seconda e l'ottava settimana di vita senza anestesia e
con metodi brutali. Ogni anno, centinaia di agnelli muoiono prima di
raggiungere le otto settimane di vita a causa della loro esposizione
alle intemperie o per inedia. LA TOSATURA Molte persone
pensano che se l'uomo non tosasse le pecore queste morirebbero di caldo,
soprattutto in alcune regioni. Ma senza l'interferenza umana, le pecore,
come i cani, perderebbero il pelo in eccesso con l'arrivo della stagione
calda. Inoltre, com'Ë noto, una certa quantitý di vello Ë in grado di
isolare termicamente l'animale dal caldo e di mantenere costante la
temperatura corporea. In Australia, le pecore vengono tosate all'inizio
della primavera, appena prima di perdere naturalmente la lana in
eccesso. La scelta del momento in cui effettuare la tosatura Ë ritenuto
importante al fine di ottenere quanta pi— lana Ë possibile. Per questa
ragione, regolarmente, le pecore vengono tosate quando le temperature
sono ancora fredde e molte di loro, dopo la tosatura, muoiono a causa
dell'esposizione alle intemperie e al freddo. ESPORTAZIONE DI PECORE VIVE Ogni hanno
l'Australia esporta circa 6.5 milioni di pecore vive. La maggioranza di
queste sono le merino che non vengono pi— utilizzate per produrre la
lana e quindi vengono esportate vive per essere utilizzate a scopi
alimentari (Strong and Minchin 2003). L'INTELLIGENZA
DELLE PECORE Nonostante i comuni e diffusi pregiudizi, le pi— recenti
conoscenze dovrebbero suggerirci che le pecore, come tutti gli altri
animali, provano emozioni e sono capaci di pensieri anche molto
complessi e articolati. Anno dopo anno, milioni di pecore soffrono a causa delle mutilazioni e delle terribili condizioni di trasporto a cui sono sottoposte. Il dolore e la morte causati da ambedue le pratiche devono essere immediatamente fermati. Nessuna proposta che sia volta a migliorare il "benessere degli animali", comunque soggetti alla mutilazione e ai trasporti, puÚ essere accettata. L'unica cosa da fare Ë riconoscerne l'efferatezza e bandirli categoricamente, dimostrando di essere in grado di compassione ed empatia verso questi animali che utilizziamo per gli umani interessi. NB: Per ragioni di spazio la bibliografia Ë stata omessa. Per riceverla rivolgersi a Ilaria Ferri, Direttore Settori Cattivitý ed Ambiente Marino, chiamando in sede o scrivendo all'email: natiliberi@animalisti.it.
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